STORIA DEL PERCORSO RICOGNITIVO
NELLA SCULTURA ALTOATESINA


Di Pietro Archis


La prima edizione risale al 1990 e venne presentata e accolta con entusiasmo dal Centro Culturale S. Giacomo Aguzzo, così come dai vari direttivi di Associazioni Culturali e Comuni della Bassa Atesina, quali il Circolo Vivaldi di Bronzolo, il Circolo Don Bosco di Pineta e il Centro Culturale di Vadena e gli Assessorati alla Cultura dei Comuni di Laives, Bronzolo e Vadena.
Il principale sostegno all’iniziativa lo dette l’allora Assessore alla cultura del Comune di Laives, Sergio Maccagnan.
L’idea partiva dal fatto che gli scultori hanno grosse difficoltà nel trasporto delle opere per un' esposizione, e con grosse spese e cosi molti artisti rimangono ad operare nell’ombra, soprattutto i più giovani e promettenti.
Si doveva quindi "scovare" sul campo questi artisti, stimolarli al progetto, assicurando loro che non avrebbero sostenuto alcuna spesa.
La proverbiale diffidenza degli artisti ci avrebbe messo senza dubbio alla prova.
Le amministrazioni intesero il significato di quanto si andava proponendo e collaborarono volentieri poichè si era fatta passare l'idea del sicuro investimento nel futuro. Questa manifestazione sarebbe potuta diventare, con la collaborazione degli artisti e la loro particolare sensibilità, un importante momento culturale per una forte riqualificazione del territorio, un investimento per il futuro. Un percorso di scultura permanente come arredo urbano avrebbe avuto come ritorno la sensibilizzazione dei giovani, e e una certa crescita culturale.
Si girò per valli con il camper allo scopo di scegliere sculture che potessero essere collocate all’aperto. Non si trattava di selezionare in maniera intransigente solo artisti di grande talento, non questa l'intenzione bensì quella di portare alla luce il modo di operare degli scultori nelle nostre valli, di conoscere i materiali da loro utilizzati, di capire insomma se la tradizione, ricolta solitamente all’uso del legno, persisteva o meno e artisti che avevano fatto scelte alternative e di corrente.

Riuscimmo a raccogliere oltre un centinaio di opere di circa cinquanta artisti in molti casi del tutto sconosciuti. Durante il trasporto le opere si sarebbero potute danneggiare, ma gli artisti si sono sempre dimostrati comprensivi, apprezzando il nostro impegno.
Ci riconoscemmo di aver fatto un buon lavoro che era durato qualche settimana ma la fase maggiormente impegnativa era andata a buon fine.
Si doveva ora passare alla fase due e cioè trovare il modo di nteressare interessare la popolazione della Bassa Atesina e si pensò di istituire un premio per coloro che avessero visitato tutti i siti di scultura (dove si trovava il posto per la timbratura di tagliandi appositamente predisposti): il premio consisteva in una piccola scultura donata da un artista espositore. Questa idea portò i frutti sperati, e i visitatori furono numerosissimi.
Si dovtte vigilare assiduamente onde evitare atti di vandalismo sulle opere esposte, cosa che, salvo qualche una piccola eccezione non successe nulla di eclatante e questo ci conforto parecchio poiché non era possibilie assicurare alcun chè.


L’esperienza maturata nel 1990 ha consentito di trovare nell’edizione del 1993 la strategia organizzativa più indicata, con un maggiore coinvolgimento delle Amministrazioni Comunali. Furono messi a disposizione alcuni camion provvisti di gru, in modo da poter trasportare anche opere di maggiori dimensioni in marmo, pietra e altro. Inoltre, il comune di Laives si prese l’incarico di coordinare la ricerca degli spazi più idonei, perché era sorta la necessità di suddividere per tipologia le opere, di sistemare al coperto le sculture in legno (soprattutto nel caso di quelle di ridotte dimensioni). Dal 1993 l’Associazione “La Goccia”, fondata proprio quell’anno, subentrò nell’organizzazione della manifestazione al posto del Centro Culturale S. Giacomo Aguzzo, il quale fornisce ancora un contributo determinante alla buona riuscita della stessa.
Nel 1996, quando si ebbe un ulteriore ampliamento del percorso sul territorio, si arrivò ad ottenere dei siti espositivi ad Ora, Egna e Salorno, e fu un vero successo, grazie anche all’impegno profuso dalle rispettive Amministrazioni. Sempre in quell’anno iniziò a collaborare alla manifestazione l’Associazione “Graf Toggenburg” di Pineta di Laives. Infine siamo giunti alla quarta edizione del Percorso Ricognitivo, allestito nel 2000 e finanziato, come le precedenti edizioni, dall’assessorato alla Cultura in Lingua Italiana della Provincia di Bolzano.
A questo proposito, desidero esprimere la mia personale gratitudine al succitato Assessorato che ha voluto recentemente attribuire all’Associazione “Coordinamento Arte LA GOCCIA” un premio per la migliore manifestazione culturale dell’anno 2000 organizzata in sinergia con altre Associazioni del territorio, con le Amministrazioni e con la partecipazione di alcune aziende private (come la ditta Elfer di S. Giacomo, la Cassa Rurale ed il Bar Walter di Bronzolo).Un sincero ringraziamento va anche a tutti coloro che, nel corso degli anni, ci hanno aiutato e che, per ragioni di spazio, non mi è stato possibile citare.

Pietro Archis
Direttore Artistico del “Coordinamento Arte LA GOCCIA”

 



 

 

ALCUNE OPERE DI ARTISTI CHE

HANNO ESPOSTO NELL'EDIZIONE

DEL 2000

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                   

            

                       

Anselmo Obletter (Val Gardena)

 

                     Richard Fliri ( Val Venosta)

 

 

 

   

 

Bernhard Grassl (Val Venosta)

 

 

 

Cristhoph Hofer (Val Pusteria)

 

 

 

 

Sergio Sommavilla ( Valle Isarco)

 

   

 

           Lois Anvidalfarei (Val Badia)