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STORIA DEL PERCORSO RICOGNITIVO NELLA SCULTURA ALTOATESINA L’idea partiva dal fatto che gli scultori hanno grosse difficoltà nel trasporto delle opere per un' esposizione, e con grosse spese e cosi molti artisti rimangono ad operare nell’ombra, soprattutto i più giovani e promettenti. La proverbiale diffidenza degli artisti ci avrebbe messo senza dubbio alla prova. Le amministrazioni intesero il significato di quanto si andava proponendo e collaborarono volentieri poichè si era fatta passare l'idea del sicuro investimento nel futuro. Questa manifestazione sarebbe potuta diventare, con la collaborazione degli artisti e la loro particolare sensibilità, un importante momento culturale per una forte riqualificazione del territorio, un investimento per il futuro. Un percorso di scultura permanente come arredo urbano avrebbe avuto come ritorno la sensibilizzazione dei giovani, e e una certa crescita culturale. Si girò per valli con il camper allo scopo di scegliere sculture che potessero essere collocate all’aperto. Non si trattava di selezionare in maniera intransigente solo artisti di grande talento, non questa l'intenzione bensì quella di portare alla luce il modo di operare degli scultori nelle nostre valli, di conoscere i materiali da loro utilizzati, di capire insomma se la tradizione, ricolta solitamente all’uso del legno, persisteva o meno e artisti che avevano fatto scelte alternative e di corrente. Ci riconoscemmo di aver fatto un buon lavoro che era durato qualche settimana ma la fase maggiormente impegnativa era andata a buon fine. Si doveva ora passare alla fase due e cioè trovare il modo di nteressare interessare la popolazione della Bassa Atesina e si pensò di istituire un premio per coloro che avessero visitato tutti i siti di scultura (dove si trovava il posto per la timbratura di tagliandi appositamente predisposti): il premio consisteva in una piccola scultura donata da un artista espositore. Questa idea portò i frutti sperati, e i visitatori furono numerosissimi. L’esperienza maturata nel 1990 ha consentito di trovare nell’edizione del 1993 la strategia organizzativa più indicata, con un maggiore coinvolgimento delle Amministrazioni Comunali. Furono messi a disposizione alcuni camion provvisti di gru, in modo da poter trasportare anche opere di maggiori dimensioni in marmo, pietra e altro. Inoltre, il comune di Laives si prese l’incarico di coordinare la ricerca degli spazi più idonei, perché era sorta la necessità di suddividere per tipologia le opere, di sistemare al coperto le sculture in legno (soprattutto nel caso di quelle di ridotte dimensioni). Dal 1993 l’Associazione “La Goccia”, fondata proprio quell’anno, subentrò nell’organizzazione della manifestazione al posto del Centro Culturale S. Giacomo Aguzzo, il quale fornisce ancora un contributo determinante alla buona riuscita della stessa. |
ALCUNE OPERE DI ARTISTI CHE HANNO ESPOSTO NELL'EDIZIONE DEL 2000
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Anselmo Obletter (Val Gardena)
Richard Fliri ( Val Venosta)
Bernhard Grassl (Val Venosta)
Cristhoph Hofer (Val Pusteria)
Sergio Sommavilla ( Valle Isarco)
Lois Anvidalfarei (Val Badia) |