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vita
e morte di cila fatina dal verde sorriso
c'era una
volta una piccola fatina - figlia d'un larice e un cirmolo
- che tutti chiamavano cila. ma tutti chi? - ma i coboldi
che scolpivan da sempre i cristalli di rocca ed i fiocchi
di neve che nutrivano i ghiacciai e le ninfe dei boschi e
le bionde nerèidi che affollavan sorgenti e
cascate. cila cantava dall'alba al tramonto facendo
incantare i pastori. cervi e stambecchi smettevan di
bramire per ascoltarla - mentre orsi maestosi e marmotte
sospettose si reggevan su due zampe perché il vento
gli portasse con maggior passione quell'arcana melodia.
melodia di cui gli umani non capivan le parole - perché
era il linguaggio degli alberi - dei cirmoli e dei larici
- e dei pini mughi e dei rododendri fioriti. ed era anche
il linguaggio dei fiori - le genziane d'un giallo solare -
che hanno voce di soprano - e le genziane blu - che hanno
il timbro clamoroso del baritono - e gli edelweiss dal
sussurro di bambina. e ancora dei ranuncoli e del veratro
bianco - che uccide chi lo coglie - e del cardo spinoso
dal tenero cuore. era questo il gran coro diretto da cila
- la figlia d'un larice e un cirmolo. e larice e cirmolo
s'alternavano in generazioni: all'ombra dei grandi larici
crescevano i piccoli cirmoli - e sotto i cirmoli adulti
cercavan protezione le nuove piantine di larice. e cila -
fatina dal verde sorriso - cantava e cantava anche quando
le nevi silenti attutivan la sua voce - mentre il colore
dei larici si trasformava in camoscio e quello dei cirmoli
- in contrasto con la neve - diventava quasi nero. e la
pioggia sottile d'aprile e la pioggia scrosciante d'estate
e la pioggia dell'autunno salmodiante inondavano di musica
bagnata i larici ed i cirmoli che si proteggevan fra loro.
e cila cantava e cantava col variar delle stagioni. ed un
giorno da terre lontane - chiamate pianure - arrivarono
note stonate. la musica non fu più quella. aveva -
come dire - un rancore - chissà che cosa d'acido .
i cirmoli per primi l'avvertirono - e poi l'avvertirono i
larici - e i timidi e bassotti pini mughi - e i rododendri
fioriti - che sempre più stanchi arrivavano ad una
stanca fioritura. ed anche il canto di cila - che suonava
dall'alba al tramonto - piano piano s'arrochì. gli
orsi maestosi e le sospettose marmotte non si ergevan più
su due zampe: il canto non era più quello. e
accanto ai pastori incantati s'ammassarono altri umani -
quelli che non conoscevano il linguaggio degli alberi - il
linguaggio di cila - per costruire le strade - profonde
ferite nei fianchi dei monti - che se ne morivano in frane
- e per domare torrenti e ruscelli e sorgenti facendoli
scoppiare nel circo delle dighe - povere bestie acquatiche
prive d'ogni libertà. e vennero i turisti - turisti
sciatori e turisti fungaioli e turisti purchessia - perché
è bello mandare in pianura una bella cartolina con
un timbro d'un rifugio raggiunto in elicottero. i pastori
se ne andarono in pianura - disincantati - per diventare
umani - e gli orsi se ne fuggirono con le marmotte - e di
loro non si seppe più nulla. il nero dei cirmoli
invernali era ormai come un triste color rosa - e il
camoscio dei larici era solo un groviglio di rami spinosi.
le nerèidi e le silfidi se n'erano andate - forse
eran morte durante la fuga - e i pastori ormai fuggiti
avrebbero potuto assistere impotenti all'agonia dei
ghiacciai. i cristalli di rocca brillavano nelle vetrine
dei mineràlogi - e i fiocchi di neve cadevano color
grigio perla. e a cila - fatina dal verde sorriso - venne
a mancare il coro. e s'intristì. non aveva più
i rami di cirmoli e larici - come una mamma e un papà
- per proteggerla. e si chiuse in un triste silenzio e si
perse nel nulla. scavatrici e sciatori e turisti e turbìne
sono la nuova orchestra. questo ci piace e piace a pietro
archis - che ci ha raccontato la fiaba di cila fatina dal
verde sorriso.
scritta da pietro archis e
aggiustata a modo da giancarlo mariani

Cila
che raccoglie la luce cm 170 x 90 alchidici su legno 2000

Cila
che si ridipinge il bosco e che balla con gli alberi, cm
120 x 170, alchidici su legno 1996

Cila
e il corvo, cm 60 x 100, alchidici su legno 1996

Cila
e lil pesce, cm 60 x 100 alchidici su legno 1996

Cila
e che gioca con il corvo nella baita del turista , cm 50
x 60 alchidici su legno 1996

Cila
nel ruscello , cm 60 x 90 alchidici su ltela 1996
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